Consigli di giugno dell’Alleanza degli Anime

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Ben ritrovati (o benvenuti) al solito appuntamento con i consigli del mese di ADA.
Mi auguro che i consigli dello scorso mese a tema fantasy siano stati di vostro gradimento e spero non siano da meno quelli odierni.
Per continuare con le stesse modalità proposte ad aprile, io e Luca abbiamo deciso di portare sotto i riflettori dieci titoli di genere rispettivamente horror e thriller. Prima, però, una doverosa precisazione.

Gli anime horror non fanno paura?

Cercando di non allungare troppo l’articolo, volendo mantenere questa rubrica scorrevole e leggera, partiamo da un presupposto che ritengo importante e alla base del discorso (non) paura nell’animazione: horror e thriller non sono termini sovrapponibili. Come spesso avviene quando si prendono in esame questioni delicate su distinzioni e confini piuttosto labili, sicuramente non vi è una differenziazione così netta e comoda come ci si potrebbe aspettare, in quanto si tratta di due generi che possono coesistere tranquillamente all’interno di una serie o di un film, ma che comunque non sono esattamente la stessa cosa (1). Credo sia fin troppo comune all’interno della community l’utilizzo a sproposito di anime thriller (non horror) a supporto della tesi di cui stiamo discutendo. D’altra parte, è altrettanto vero quanto serie dall’effettiva impostazione horror a volte si rivelino poi mal riuscite e facilmente schernibili a causa di derive trash un po’ fuori luogo, si vedano tra gli esempi più noti “Another” e “Mayoiga”. Purtroppo, in rappresentanza di questo genere vengono spesso eletti dei paladini per nulla in grado di mettere in risalto le potenzialità e i meriti dell’animazione rivolta verso l’orrore, finendo inevitabilmente per contribuire alla poco generosa opinione che vediamo diffusasi nel corso degli anni.
Altro enorme problema è la sovrapposizione impropria di spavento e orrore. Laddove il primo indica semplicemente una risposta comportamentale ad uno stimolo improvviso, provocabile anche da qualcosa di non legato all’orrore e solitamente associabile all’espediente del jumpscare (quando viene utilizzato in maniera facilona, senza un’adeguata costruzione della tensione), mentre il secondo è manifesto di una condizione più intima, insidiosa e viscerale che, al contrario dello spavento, non si esaurisce in se stessa. L’orrore ha tante forme e declinazioni, con l’obiettivo comune di suscitare forti e durature sensazioni di ribrezzo, disgusto, disagio, paura, molto più profonde di una semplice risposta comportamentale. Io, nel mio piccolo, sono convinto che l’animazione sia in grado di raggiungere questo scopo, ma che forse debba ancora trovarne le modalità più adatte, soprattutto dal punto di vista stilistico (questo non perché si tratta di un genere troppo giovane, ricordiamo l’esistenza di sperimentazioni horror anche nei lontani anni ’30, come “Shōjōji no Tanuki-bayashi Ban Danemon” di Kataoka Yoshitaro o “Izakaya no Hitoya” di Yasuji Murata). Il problema potrebbe risiedere, per esempio, in un maggior distacco psicologico inconscio nei confronti del disegno animato rispetto al cinema dal vero. Tuttavia, qui entriamo in un territorio vastissimo e preferisco lasciare agli interessati il compito di approfondire il discorso.
♦Allego un breve video sull’argomento in cui l’autore prova a fornire una risposta alla questione:

Vi lascio anche un articolo con una rapida panoramica generale sul cinema horror:
https://www.cinescuola.it/horror/

1) Volendo mantenere il discorso il più conciso possibile, lascio degli articoli con cui approfondire la questione per chi fosse interessato:

http://www.differencebetween.net/language/words-language/difference-between-horror-and-thriller/

https://medium.com/@brianrowe_70270/how-to-tell-the-difference-between-horror-and-thriller-e0fcef0953c5

https://www.nonapritequestoblog.it/horror-thriller-differenza/

Kurozuka

Anime del 2008 diretto da Araki, Tetsurou (Aoi Bungaku Series, Guilty Crown, Death Note, Attack on Titan) adattamento dell’omonimo manga scritto da Yumemakura, Baku ( 10 Volumi, inedito in Italia) e prodotto dallo studio MADhouse
La storia segue le vicende di Kurou e Kuromitsu e del loro amore attraverso il tempo.
Scoperto l’oscuro segreto di Kuromistu, Kurou si sveglierà in un futuro post – apocalittico centinaia di anni dopo.
La narrazione soprattutto all’inizio risulterà abbastanza criptica ma basterà seguire con attenzione e tutto alla fine verrà chiarito.

Dove lo guardo?
Lo trovate dal Binkan Team
Link

Pet Shop Of Horrors 

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Un’opera disturbante, suggestiva, criptica e pregna di significato. L’orrore qui si manifesta mettendo in scena le brutture e le debolezze interiori dell’essere umano, capace di compiere le più terribili nefandezze anche quando mosso da buone intenzioni, mettendo dunque in discussione la reale bontà delle stesse. La natura umana deviata, egoista, avida, ossessiva, tende a corrompere anche i più nobili sentimenti, rendendoli la causa di azioni perverse, dannose sia per se stessi che per il prossimo. Sono proprio uomini desiderosi di ottenere qualcosa, che sia la compensazione di una perdita o la mera ambizione personale, i protagonisti delle quattro storie che caratterizzano gli episodi di questa serie OAV. Il filo conduttore è il negozio del Conte D, che si dice venda animali mistici in grado di riempire il vuoto delle persone, esaudendone i desideri più intimi. Ma l’essere umano non può fare a meno di cadere e ricadere nell’errore, pagandone, infine, il prezzo.
Il conte è indubbiamente una figura enigmatica, come lo sono gli animali affidati ai clienti. Si fa fatica a distinguere la realtà dal sogno in vicende simboliche dai toni cupi e rassegnati. Ciascuna delle puntate ha il suo tema morale e noi siamo chiamati ad assistere al declino delle parti in causa insieme al Conte D, che occupa il ruolo di spettatore distaccato e giudice.

Dove lo guardo?
La serie è disponibile in streaming legale e gratuito sulla piattaforma VVVVID
Oppure acquistabile su Amazon ad un prezzo veramente misero.

(F.L.)

Higashi No Eden

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Anime del 2009 diretto da Kamiyama Kenji ( GitS SAC – Seirei no Moribito).
La serie è composta da 11 episodi più 2 film sequel ed è prodotta dallo studio Production I.G
Saki Morimi mentre è in visita negli Stati Uniti incontra un ragazzo nudo con solo una pistola e un telefono.
Akira Takizawa questo il suo nome ha un forte amnesia e nel suo telefono ci sono 8.2 Miliardi di Yen e ricorda di essere un terrorista.
Partiranno quindi insieme per il Giappone per far luce sulla faccenda
Anime particolare, che aumenterà il numero degli enigmi e del mistero man mano che si proseguirà con la storia

Dove lo guardo?
La serie tradotta dai Freedom su BMZone: Link
I due film tradotti sempre dai Freedom e sempre su BMZone: Link

(L.M.)

Boogiepop Phantom

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Il titolo sicuramente sarà familiare a molte più persone di quanto non lo fosse fino all’anno scorso, essendo uscito Boogiepop wa Warawanai giusto quest’inverno. Chi mi conosce o parla di frequente con me saprà sicuramente quanto io sia innamorato di questa serie, da me reputata l’Horror (anime) per eccellenza. Boogiepop Phantom non è adatto a chi è in cerca di risposte, ma solo a chi ha voglia di porsi molte domande. La storia è tutt’altro che lineare, anzi presenta un intreccio narrativo estremamente complesso, articolato e frammentato, in cui un fil rouge sembra quasi completamente invisibile. Alternando situazioni presenti e passate, realtà e sogno (un tema ricorrente nel genere) e un’interessantissima simbologia ermetica, l’anime ci trasporta all’interno di una cittadina senza nome in cui avvengono delle strane sparizioni legate, apparentemente, al soprannaturale e di cui nessuno conosce le cause. Ogni episodio racconta una storia a sé con protagonisti differenti, ma che in una maniera o nell’altra si intrecciano e disintrecciano nel corso del tempo. Si percepisce costantemente un’interconnessione fattuale e di significato tra i vari accadimenti, si fa però fatica a toccare con mano il filo che li collega. Per quanto sia indubbiamente interessante mettere insieme i tasselli che compongono il complesso mosaico, e vengano forniti anche gli elementi per delle solide supposizioni, soprattutto nelle fasi conclusive – emblematico il fatto che uno dei personaggi più ricorrenti, la giovane Nagi Kirima, sia in cerca di una soluzione al mistero – è ancora più importante non perdere di vista la bellezza dei singoli racconti. Ciascuno di essi autoconclusivo, ma non risolutivo. La serie problematizza e discute a suo modo temi quali l’amore, il rimpianto, il suicidio, la dipendenza, l’isolamento, l’invecchiamento, il ricordo, ma non esaurisce mai il discorso (ammesso che sia esauribile), lasciandolo aperto. Il tutto accompagnato da una regia solida con angolazioni di ripresa mai scontate e una colonna sonora caratterizzata da distorsioni e riverberi disturbanti. 

Dove lo guardo?
Boogiepop è licenziato e disponibile anche lui in DVD al seguente link

(F.L.)

Darker Than Black

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Anime del 2006 diretto da Okamura Tensai (Blue Exorcist – Wolf Rain)
La serie è composta da da una prima serie da 25 episodi, 4 OVA e una seconda serie da 12 episodi ed è animata dallo studio Bones
A 10 anni dall’inizio della storia si manifestò su Tokyo l’Hell’s Gate sostituendo il cielo con false stelle. Ad ogni stella corrisponde una persona dotata di poteri sovrannaturali, chiamata Contraente.
Essi lavorano per il Sindacato e lo scopo di quest’ultimo rimane ignoto ignoto.
Molta azione e un’ottima dose di mistero e suspance e ottimi personaggi
rendono la visione molto scorrevole

Dove lo guardo?
Trovate la prima stagione dai TnS: Link
I 4 OVA tra la prima e la seconda stagione dai BFF: Link
La seconda stagione sempre dai BFF: Link
Per precisare i BFF hanno anche la prima stagione: Link

(L.M.)

La Città Delle Bestie Incantatrici 

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Lungometraggio diretto dal geniale e purtroppo spesso dimenticato Yoshiaki Kawajiri, regista lo stesso anno di “Hashiru otoko”, uno dei tre corti di Manie-Manie – I racconti del labirinto. 
La Città Delle Bestie Incantatrici presenta una storia molto più semplice e lineare dei titoli che vi ho proposto prima. Si tratta a conti fatti di un film d’azione horror, erotico e gore. Ci troviamo in una realtà alternativa in cui la razza umana e quella dei mostri del “lato oscuro” (chiamato così perché nascosto a buona parte degli uomini) sono in segreta lotta da tempo immemore. Per tenere a bada le rispettive fazioni vista la devastazione provocata dagli scontri, in precedenza è stato firmato un patto di non aggressione che è ora prossimo alla scadenza. Renzaburo Taki e Makie, una donna del lato oscuro, vengono ingaggiati come guardie del corpo di un importante ambasciatore necessario per la firma del nuovo trattato.
Buona parte del film è ambientato in una Tokyo notturna in cui l’alba sembra non arrivare mai, e in questo senso sorprende l’utilizzo predominante dei colori blu, rosso e nero che vanno a creare un’illuminazione cupa e angosciante grazie agli splendidi contrasti visivi. Da un punto di vista prettamente tecnico, Kawajiri fa utilizzo di movimenti di macchina innovativi e all’avanguardia come la shaky cam, girando delle dinamiche scene d’azione in grado reggere alla perfezione il peso degli anni. 

Dove lo guardo?
Il film si può acquistare su Amazon nel cofanetto della Kawajiri collection insieme ad altre due opere consigliatissime dell’autore.

(F.L.)

 Panthom Requeim

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Anime del 2009 diretto da Mashimo, Kouichi (.hack – Tsubasa Chronicle)
prodotto dallo studio Bee Tain e composto da 26 Episodi.
Il giovane Reiji assiste a un’omicidio da parte di “Phantom” un famigerato assassino al soldo di un’ organizzazione chiamata Infernal.
Nessuno è mai stato testimone di un’omicidio da parte sua a parte Reiji stesso che viene rapito e messo di fronte a una scelta:
Unirsi all’organizzazione o la morte.
Personaggi ben caratterizzati e una trama coinvolgente vi lasceranno con il fiato sospeso fino alla fine

Dove lo guardo?
Lo trovate tradotto dai DTW su BMZone: Link

(L.M)

Hitsuji no Uta

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Hitsuji no Uta, scritto e diretto da Gisaburō Sugii (Dororo, Glass no Kamen), è una serie OAV da soli quattro episodi. Parla di una forma abbastanza atipica di vampirismo e di un rapporto incestuoso non troppo esplicito. 
Ho deciso di inserirlo in questa lista di consigli proprio per la poca (per non dire nulla) notorietà, nonostante a livello qualitativo lasci un po’ a desiderare. Riesce a compensare le animazioni minimali mascherando la carenza con un buon lavoro di montaggio che, nonostante il frequente riciclo di frame, restituisce alle scene la giusta dose di pathos.
Ho trovato interessante il modo in cui viene trattata la figura del vampiro, che abbiamo spesso visto rappresentato come una creatura oltre l’umano, forte, dominante, bello, mentre qui è condannato ad una vita di sofferenza e solitudine in una condizione decisamente poco desiderabile, associata ad una malattia degenerativa e logorante.

Dove lo guardo?
Hitsuji no Uta non è licenziato e quindi potete trovarlo sub-ita su BmZone

(F.L)

Prison Lab (Manga)

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Manga di Mizuse Chiho (Art) e Kantetsu (Story), completo in Giappone con 10 Volumi (Inedito in Italia)
Aito Eyama viene costantemente bullizzato finché non riceve un strana lettera che lo invita a partecipare al “gioco della prigionia” in cui può scegliere una persona da imprigionare per un mese.
Aya Kirishima sarà la destinata e l’unica regola del gioco è quella di non uccidere il prigioniero e di non mostrare il proprio volto.
Manga con dei bei disegni e che andando avanti la storia si farà sempre più interessante.

Dove lo trovo?
Su Mangadex tradotto dagli Psycho Play.
Purtroppo solo in inglese, non credo ci sia in italiano
Link

(L.M)

Le Portrait de Petit Cossette

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Avete presente quella sensazione di familiarità quando vi trovate davanti un’opera di cui non vi è noto l’autore, ma riconoscete immediatamente lo stile?
Le Portrait de Petetit Cossette è una perla del genere horror che si porta dietro la firma riconoscibilissima del regista Akiyuki Simbo, probabilmente più noto per aver diretto anni dopo la Monogatari Series. Un uso compulsivo di primi e primissimi piani, angoli olandesi, fish eye, giochi di luce-ombra, colorazione talvolta surreale, soluzioni visive che tutti gli estimatori di Simbo hanno imparato ad amare. In questa serie vediamo anche un frequente uso di inquadrature che sfruttano ogni tipo di superficie riflettente, come vetrate, bicchieri, occhiali, finestre a creare nello spettatore un’ulteriore sensazione di disorientamento e distorsione della realtà, peraltro perfettamente coerente con il cuore della vicenda.
Eiri Kurahashi, uno studente d’arte, inizia ad avere strane visioni di una bellissima ragazza attraverso un antico bicchiere del suo negozio di antiquariato. Sarà sempre più rapito dal mistero del mondo dall’altra parte e dalla strana fanciulla per cui inizia a provare un sentimento amoroso.
L’amore è proprio il cardine dell’opera e insieme il motore della vicenda. Un amore non tanto inteso come sentimento affettivo tra due persone, ma l’amore dell’esteta per il bello, per l’opera d’arte. Una tematica sviluppata attraverso simbologie oscure inserite in un racconto caotico e suggestivo in cui fare ordine e trovare un significato diventa progressivamente sempre più difficile. Ma come diceva Oscar Wilde nella prefazione al ritratto di Dorian Gray, “eletti sono coloro a cui le cose belle significano soltanto bellezza”.

Dove lo guardo?
Si trova edito in Italia attraverso Kaze, ma purtroppo i DVD risultano ormai irreperibili

(F.L.)

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